Palazzo della Camera di commercio

cciaa-ingresso-principale.jpg_345508741.jpgLa sede istituzionale della Camera di commercio si trova al centro del complesso immobiliare disegnato dall'architetto Marcello Piacentini, considerato il «salotto della città» e il cuore del centro per il passeggio e il commercio. Il centro piacentiniano fu progettato tra il 1912 ed il 1927 dagli architetti Piacentini e Angelini con l’obiettivo di realizzare un centro direzionale per Bergamo bassa comprendente tra l’altro il Palazzo di Giustizia, la Banca d’Italia e la Camera di commercio. In quest’area un tempo si svolgevano le fiere cittadine che richiamavano non solo commercianti ed espositori della città, ma anche dalle vicine vallate e dalla pianura. Tuttavia il suo utilizzo era venuto con il tempo a limitarsi alla durata di questi eventi e l’area era caduta in una situazione di degrado. A partire dagli inizi del XX secolo si pensò a una risistemazione di questa parte della città.

cciaa-stampa-angelini.jpg_1441100766.jpgNel periodo 1912-1914 viene costruito il primo edificio, destinato alla Banca d'Italia. Ad esso fanno seguito la Torre dei caduti (1924), opera di Piacentini, che disegna numerose varianti prima di scegliere quella definitiva; il Credito italiano (1924), anch'esso opera di Piacentini; la Camera di commercio (1924), progettata e realizzata da Luigi Angelini; il blocco di edifici sul Sentierone (1925), opera di Piacentini definita da Luigi Angelini per le parti interne; la Banca bergamasca (1926), progettata da Piacentini ma affidata a Giovanni Muzio per l'architettura e la decorazione interna; il Palazzo di giustizia (1927), i cui lavori sono seguiti da Ernesto Suardo su progetto di Piacentini; il palazzo a destra di quello di giustizia (1927), progettato da Piacentini come nuova sede delle Poste e telegrafi. La sede dell’ente camerale fu ultimata nel 1925. Il ruolo primario svolto da Marcello Piacentini nella trasformazione dell'area su cui sorgeva la Fiera e degli spazi contigui viene riconosciuto e tramandato attraverso il toponimo assunto all'epoca dalla zona, denominata "Centro piacentiniano". Il palazzo camerale si presenta come un elegante edificio caratterizzato, con le parole di Fernando Noris, "...da colte citazioni classiche rielaborate con una sottile e raffinata modernità, riallacciando il passato artistico e architettonico della città all'epoca contemporanea".

cciaa-e-fontana-in-piazza-dante.jpg_2075529690.jpgL'opera di Angelini si spinse fino a progettare, nei minimi dettagli, anche le componenti minori dell'edificio, quali le pavimentazioni, le coperture, i corrimano delle scale, i cancelli in ferro battuto, le cornici delle finestre, i capitelli. La sede camerale rappresenta un’eccellenza nel patrimonio artistico bergamasco. Nelle sue sale e negli uffici sono presenti opere d'arte di notevole pregio, un patrimonio che testimonia il felice legame e il forte rapporto con l'ambiente culturale della provincia. Nel 2005, l'allora presidente Roberto Sestini, commissionò una pubblicazione per documentare e descrivere il patrimonio artistico della Camera di commercio di Bergamo. A curare quella pubblicazione venne chiamato Fernando Noris, con la collaborazione di Alberto Lupini, Antonia Abbattista Finocchiaro e Silvia Carminati. In oltre 150 pagine vengono descritte tutte le opere di questo prezioso patrimonio della nostra provincia. Il volume è consultabile presso la biblioteca della Camera di commercio.
 

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Ultima modifica: Venerdì 28 Dicembre 2018