Sviluppo locale

Martedì 8 Novembre 2022

A Bergamo le imprese attive registrano il valore più basso degli ultimi 12 anni

Il terzo trimestre 2022 si chiude con 92.757 sedi di imprese registrate in provincia di Bergamo. I dati di flusso mostrano un calo delle iscrizioni e una crescita delle cessazioni su base tendenziale: le iscrizioni sono infatti 890 (in diminuzione del -12,4% su base annua) mentre le cessazioni complessive - che comprendono quelle d’ufficio e non d’ufficio - sono 3.044 (in aumento del +254,5% su base annua). Tra queste ultime, nello specifico, le cessazioni d’ufficio sono 2.217 e le cessazioni non d’ufficio sono 827 (+12,8% su base annua).

L’aumento delle cessazioni d’ufficio, nello specifico, si deve alle cancellazioni massive di posizioni inattive, che in questo trimestre ha riguardato le imprese individuali con partita IVA che non hanno compiuto atti di gestione nell'ultimo triennio ai sensi del D.P.R. 247/04.

Il saldo complessivo tra iscrizioni e cessazioni complessive risulta negativo con -2.154 unità mentre il saldo tra iscrizioni e cessazioni non d’ufficio risulta positivo (+63 unità).

Commenta i risultati il presidente Carlo Mazzoleni: “Nel terzo trimestre 2022 la demografia d’impresa bergamasca mostra chiari segnali di rallentamento. Le iscrizioni sono infatti calate, mentre le cessazioni complessive sono aumentate a seguito di due dinamiche, la cancellazione delle posizioni inattive da lungo tempo e il rimbalzo rispetto ai livelli minimi toccati nel biennio della pandemia. Le imprese attive, inoltre, hanno registrato il valore più basso degli ultimi 12 anni. Questo quadro si spiega con le dinamiche di crescita nei prezzi dell’energia e delle materie prime e l’inflazione, le quali hanno causato il rallentamento di tutti settori ma soprattutto dell’industria dell’artigianato e dell’agricoltura.

(rapporto completo in allegato)

Ultima modifica: Venerdì 18 Novembre 2022
Lunedì 5 Settembre 2022

Bando Filiere 2022

Venerdì 22 Luglio 2022

Promozione del turismo agricolo, dell’enoturismo e dell’oleturismo

Data evento:

Dom, 27 Novembre, 2022 - 14:01

Luogo evento:

Online

Tipo evento:
Costo:

Gratuito

Online
27 Novembre 2022

Il sistema camerale lombardo per lo sviluppo infrastrutturale e la ripresa dell'economia
Tavollo di confronto per lo sviluppo

Un capillare sviluppo infrastrutturale è un fattore fondamentale per sostenere la competitività delle imprese e sostenere la ripresa economica della nostra provincia.

Il webinar è rivolto agli operatori del settore trasporti e logistica, chi si occupa di costruzioni stradali e anche chi attiene alle infrastrutture di tipo digitale.

Programma:

  • 11:00 — Saluti della Camera di commercio.
    Maria Paola Esposito, Segretario Generale Camera di Commercio di Bergamo
  • 11:10 — Il programma Infrastrutture: stato avanzamento.
    Anna Maria Zerboni, funzionario Unioncamere Lombardia
  • 11:20 — “Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali della Lombardia” – Presentazione del documento finale in bozza.
    Rosanna Guzzo, responsabile Area Trasporti Uniontrasporti
  • 11:50 — Confronto con i partecipanti.
  • 12:30 — Fine dei lavori.

Modera e coordina Uniontrasporti.

L’incontro, che si svolgerà in modalità da remoto su piattaforma Zoom e del quale, ricevuta adesione, invieremo link di collegamento, è programmato per giovedì 28 luglio 2022, dalle ore 11:00 alle ore 12:30.

Mercoledì 6 Luglio 2022

Bando Qualità Artigiana 2022

Mercoledì 11 Maggio 2022

Il commercio al dettaglio svolta in negativo (-0,6%). Ancora positivi i servizi (+1%) ma la crescita rallenta

Nel primo trimestre 2022 il fatturato delle imprese bergamasche del terziario con almeno 3 addetti mostra una variazione su base annua ancora ampiamente positiva: nei servizi, in particolare, la variazione rispetto allo stesso periodo del 2021 è pari al +20,6%, mentre nel commercio al dettaglio la crescita risulta del +6,4%.

Il confronto con i livelli del quarto trimestre 2021 evidenzia però una dinamica in rallentamento: se nei servizi l’incremento congiunturale resta comunque significativo (+1%), nel commercio al dettaglio, che già nella seconda parte del 2021 aveva mostrato un andamento stagnante, si registra un segno negativo (-0,6%). Il numero indice, che esprime i livelli di fatturato rispetto all’anno 2010 (posto uguale a 100), per i servizi raggiunge quota 103,7, il valore più elevato degli ultimi anni, mentre nel commercio al dettaglio scende a 91,1, restando comunque superiore ai livelli pre-pandemia. Il cambio di scenario registrato a inizio 2022 è legato soprattutto alla forte crescita dei prezzi, che risulta estesa a tutti i comparti analizzati e che deve indurre cautela nell’analisi delle variazioni di fatturato, condizionate dall’accelerazione dei listini. Un livello elevato e persistente di inflazione, combinato ai timori relativi alla situazione internazionale, potrebbe inoltre comprimere la domanda interna e i consumi delle famiglie. Nonostante questi fattori di rischio, le aspettative degli imprenditori, che per il commercio al dettaglio erano già diminuite nel trimestre precedente, non segnalano un evidente deterioramento del clima di fiducia.

Il fatturato delle imprese dei servizi continua a crescere anche nei primi tre mesi del 2022, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto agli incrementi registrati nei trimestri precedenti. Tale dinamica risulta allineata alla media regionale: in Lombardia il fatturato su base annua è in crescita del +20,8%, mentre la variazione congiunturale si attesta al +0,8%.

La crescita è guidata dai servizi alle imprese e, soprattutto, dal commercio all’ingrosso, anche per via del forte incremento dei prezzi, mentre le attività di alloggio e ristorazione non hanno ancora recuperato i livelli pre-crisi, nonostante il forte rimbalzo del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando le restrizioni anti-Covid erano ancora stringenti).

Il commercio al dettaglio appare come il settore maggiormente colpito dal peggioramento della congiuntura economica evidenziatosi a inizio 2022, anche se già la seconda parte dello scorso anno aveva mostrato chiari segni di rallentamento. La variazione congiunturale negativa registrata a Bergamo trova conferma nel dato medio regionale (-1,1%), mentre il confronto su base annua evidenzia per la Lombardia una crescita maggiore (+9,9%).

Dal punto di vista settoriale il maggiore incremento su base annua si registra negli esercizi non alimentari, che hanno sostanzialmente recuperato i livelli di fatturato persi in seguito alla pandemia. La crescita tendenziale risulta invece più limitata per supermercati, ipermercati e minimarket, i quali avevano beneficiato della crescita dei consumi alimentari domestici indotta dalle misure di distanziamento sociale durante l’emergenza sanitaria. Anche questi ultimi, comunque, si posizionano su livelli di fatturato superiori rispetto al 2019.

Anche per l’occupazione delle imprese si registra un segno negativo, con un saldo del numero di addetti tra inizio e fine trimestre pari a -0,8%. L’andamento degli ultimi anni, al netto delle oscillazioni trimestrali, aveva evidenziato un trend crescente, che in questo trimestre subisce lo stop più rilevante.

Gli imprenditori intervistati nel quarto trimestre 2021 avevano correttamente intuito il peggioramento della situazione, con aspettative che si erano mosse al ribasso rispetto ai valori registrati nei primi 9 mesi del 2021. Nonostante la conferma delle criticità emersa dai dati a consuntivo del primo trimestre 2022, il clima di fiducia degli operatori non evidenzia un ulteriore deterioramento: il saldo tra previsioni di crescita e diminuzione del fatturato per il prossimo trimestre risulta infatti pari a +7, in linea con il valore registrato nell’analogo periodo del 2021, mentre per occupazione e ordini ai fornitori i saldi si posizionano vicino allo zero.

Dichiara il presidente Carlo Mazzoleni: “Le tensioni sui prezzi che si avvertono già da un anno sui mercati delle materie prime si sono trasmesse a valle e sono ora visibili nei prezzi al consumo. Questo è un fattore di preoccupazione, tra l’altro non destinato a riassorbirsi nel breve periodo, che deprime la capacità di spesa delle famiglie. I dati del commercio e dei servizi per questo trimestre possono essere interpretati in questa luce”.

Ultima modifica: Lunedì 23 Maggio 2022
Martedì 10 Maggio 2022

Manifattura a doppia velocità a Bergamo: l’industria rallenta la crescita (+1,3%), lieve battuta d’arresto per l’artigianato (-0,1%)

Il primo trimestre 2022 conferma un livello della produzione manifatturiera in provincia di Bergamo decisamente superiore ai valori dell’anno precedente: la variazione tendenziale è pari al +8,4% per le imprese industriali con almeno 10 addetti e al +8% per quelle artigiane con almeno 3 addetti. Il confronto con il trimestre precedente evidenzia però i primi effetti delle mutate condizioni della congiuntura internazionale: la variazione congiunturale resta positiva per l’industria (+1,3%), pur in rallentamento rispetto ai ritmi precedenti, mentre l’artigianato registra un valore sostanzialmente nullo (-0,1%) dopo un anno e mezzo di crescita. I numeri indice della produzione, calcolati ponendo pari a 100 la media del 2010, rimangono comunque su livelli storicamente molto elevati (118,3 per l’industria e 110,4 per l’artigianato) e dimostrano come il sistema manifatturiero bergamasco abbia per il momento tenuto, nonostante lo shock sul lato dei costi sia stato importante. Le aspettative degli imprenditori, in particolare artigiani, evidenziano però un deterioramento del clima di fiducia, segnalando una forte incertezza sugli sviluppi futuri.

L’industria bergamasca nel primo trimestre del 2022 registra una crescita congiunturale della produzione del +1,3%, un valore ancora significativo benché inferiore agli incrementi che avevano caratterizzato il 2021. Tale risultato è però meno brillante di quello registrato in Lombardia, dove sia la variazione su base annua (+10,7%) sia quella rispetto al trimestre precedente (+1,8%) si attestano su valori superiori.

Il risultato dell’industria bergamasca è determinato in buona parte dalla performance del settore meccanico, di gran lunga prevalente dal punto di vista dimensionale, ma anche i comparti della siderurgia e della gomma-plastica evidenziano un elevato grado di resilienza. Maggiori difficoltà si riscontrano invece nei settori che afferiscono al sistema-moda, ancora lontani dai livelli pre-pandemia.

La produzione manifatturiera dell’artigianato in provincia di Bergamo mostra la prima battuta d’arresto dopo 6 trimestri consecutivi di crescita: la variazione congiunturale è infatti pari a -0,1%. Se il recupero a seguito della crisi del 2020 aveva visto una performance migliore delle imprese artigiane bergamasche, i primi tre mesi del 2022 registrano una maggiore difficoltà in provincia rispetto alla media regionale: in Lombardia la produzione artigiana aumenta infatti anche nel confronto congiunturale (+2%) oltre a registrare un incremento più marcato su base annua (+9,6%).

Aumenta l’occupazione delle imprese artigiane, con un saldo pari al +0,4% tra il numero di addetti a inizio e fine trimestre. Al di là delle oscillazioni trimestrali, dovute anche a fattori stagionali, il numero di addetti è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi due anni, andamento che si è però accompagnato alla progressiva riduzione della Cassa Integrazione (1,7% la quota di imprese che dichiara di farne uso nel primo trimestre 2022), ormai in linea con i valori precedenti al boom del 2020.

Gli imprenditori artigiani mostrano un significativo calo dei livelli di fiducia, acuendo una tendenza che si era peraltro già manifestata a fine 2021: le aspettative per il prossimo trimestre svoltano in territorio negativo sia relativamente alla produzione (-5 il saldo tra previsioni di aumento e diminuzione) sia in riferimento alla domanda interna (-7). Ancora positive invece, seppure di poco, le valutazioni in merito all’evoluzione della domanda estera (+3) e dell’occupazione (+2).

Commenta il presidente Carlo Mazzoleni: “Considerati i rischi che comporta la complessa situazione geopolitica ed economica in corso, i risultati di questo primo trimestre dell’anno per il comparto manifatturiero superano le nostre attese. In realtà, poiché la rilevazione congiunturale si riferisce all’intero trimestre, non emerge la dinamica mensile, cioè la più recente evoluzione, ma questa traspare nel peggioramento delle aspettative degli imprenditori. Temiamo che i prossimi numeri non saranno così brillanti”.

Ultima modifica: Lunedì 23 Maggio 2022
Martedì 10 Maggio 2022

Bando Credito futuro 2022

Martedì 10 Maggio 2022

Il Consiglio camerale chiude l’esercizio 2021 con un disavanzo di 600 mila euro all’insegna del sostegno alle imprese

Il bilancio di esercizio della Camera di commercio di Bergamo al 31 dicembre 2021 si chiude con un disavanzo pari a € 620.202. Questa è l’estrema sintesi del documento approvato dal Consiglio camerale nella seduta del 9 maggio.

Tale risultato contabile, anche se meno negativo rispetto all’eccezionale disavanzo del 2020, testimonia concretamente che l’Ente prende sul serio la sua responsabilità nei confronti dell’economia provinciale e delle imprese. Il presidente Carlo Mazzoleni, infatti, ricorda che “la Camera di commercio ha svolto anche nel 2021 un importante ruolo istituzionale di supporto e stimolo del mondo economico-produttivo territoriale, assicurando le risorse economiche per la crescita delle imprese in un contesto di incertezza dovuta al perdurare delle logiche emergenziali. Oltre a ciò ha partecipato attivamente alla definizione dei progetti da presentare sul PNRR per il rilancio del Paese. Questo duplice impegno ha imposto ancora per una volta per l’anno che si chiude la scelta di attingere agli avanzi patrimonializzati, che si attestano a oltre 31 milioni di euro”.

LE ENTRATE - Le risorse su cui la Camera di commercio può contare per assolvere le sue funzioni istituzionali provengono sostanzialmente dal diritto annuale dovuto dalle imprese registrate e dai diritti di segreteria per i servizi resi.

I proventi correnti (18,2 milioni di euro) sono in linea rispetto all’anno precedente. Il diritto annuale (12,4 milioni) ha evidenziato una lieve flessione (-1,2%) rispetto al 2020, ma la ripresa delle attività ha determinato un aumento del 4% per i diritti di segreteria (5,4 milioni di euro). I contributi e i trasferimenti sono ai livelli degli anni precedenti, mentre i proventi per la gestione dei servizi sono in aumento.

Il diritto annuale è calcolato nella misura del 50% di quanto dovuto per il 2014, ma elevato di una quota del 20% da destinare alla realizzazione dei progetti strategici di rilevanza nazionale e regionale, che sono Punto Impresa Digitale, Formazione lavoro e Turismo.

La gestione finanziaria è sostanzialmente neutra per la mancata distribuzione dei dividendi Sacbo che ammontavano a oltre 800 mila euro prima della pandemia. La gestione straordinaria ha evidenziato infine un risultato positivo di 914 mila euro, dovuto principalmente a sopravvenienze attive per diritto annuale e a minori debiti di anni precedenti.

LE SPESE - Sotto il profilo della spesa, la Camera di Bergamo ha mantenuto un costante controllo sui costi di struttura per il personale e il funzionamento, nella sostanza invariati. Per altro verso ha sostenuto lo sviluppo economico locale con interventi economici a favore delle imprese per oltre 8,7 milioni di euro, attivando contributi, voucher e altre iniziative di stimolo all’innovazione, all’internazionalizzazione, alla formazione imprenditoriale, al turismo, oltre a interventi di carattere culturale. Queste risorse totalizzano 11,5 milioni se si considera che l’adesione a iniziative previste dall’Accordo per la competitività tra le Camere di commercio lombarde e la Regione Lombardia ha liberato risorse regionali aggiuntive, destinate a sostenere il credito (1,5 milioni), oltre allo sviluppo di soluzioni commerciali online e alla digitalizzazione dei processi produttivi.

In particolare, rilevante l’intervento in materia di digitalizzazione con le iniziative previste dai bandi del Punto Impresa Digitale e Soluzioni Innovative 4.0. Questo capitolo, del valore di oltre 1,5 milioni, è stato finanziato dall’aumento del 20% del diritto annuale. Oltre 2 milioni di euro sono andati a favore della formazione, dell’assistenza e della consulenza alle imprese. Si tratta di interventi attuati tramite Bergamo Sviluppo, in collaborazione con le associazioni di categoria. L’Ente ha infine destinato 217 mila euro per sostenere l’occupazione giovanile e femminile con il bando “Lavoro”, sempre finanziato dall’aumento del 20% del diritto annuale.

Complessivamente gli oneri correnti (19,8 milioni di euro) rilevano una riduzione del 5,5% rispetto al 2020 con spese di struttura relative a Funzionamento e Personale in continuità con lo scorso anno.

Nel corso del 2021 è proseguito anche l’impegno per garantire il coordinamento del Tavolo Bergamo 2030, all’interno del quale sono stati identificati tre progetti candidati per il finanziamento del PNRR: “Nuovo Polo Intermodale”, “Experia Campus Città del sapere” e “eBRT e Sentiero dell’Innovazione”. Come noto, il progetto del Polo intermodale ha ottenuto 50 milioni di euro di finanziamento mentre il progetto eBRT è stato cofinanziato per 80 milioni di euro.

“Anche nel 2021”conclude il presidente Mazzoleni – “la Camera di Bergamo e la sua azienda speciale Bergamo Sviluppo hanno raddoppiato gli sforzi per stare al fianco delle imprese e delle loro associazioni. Questo impegno straordinario continuerà nel 2022, posto che la Giunta ha già approvato iniziative per 3 milioni di euro, mentre altri interventi di sostegno sono allo studio. Si tratta di un impegno di rilievo, ma lo si è ritenuto necessario in un momento delicato per il sistema economico produttivo. Questa operazione è possibile grazie alla solidità patrimoniale e finanziaria della Camera di commercio”.

Riguardo le attività di servizio alle imprese realizzate, la Camera di commercoi ha gestito oltre 70.000 richieste di aggiornamento del Registro imprese, tutte evase entro 5 giorni lavorativi; quasi 2.000 i dispositivi digitali rilasciati, oltre 23.000 i bilanci acquisiti e più di 8.000 i libri contabili vidimati.

L’attività di certificazione estera ha rilevato una lieve ripresa rispetto all’anno precedente, superando il numero di 55.000. In materia di risoluzione delle controversie sono state gestite 269 procedure di mediazione e sono stati organizzati eventi formativi. I marchi e i brevetti registrati sono stati oltre 330.

La Camera ha diffuso periodicamente dati statistici sulle iscrizioni al Registro imprese, l’interscambio con l’estero, la congiuntura economica e le forze lavoro, informazioni che permettono agli imprenditori e agli studiosi di comprendere gli andamenti dell’economia.

In relazione agli adempimenti amministrativi l’Ente ha mantenuto una tempistica di pagamento dei propri fornitori che si mantiene prossima a 10 giorni e ha favorito l’introduzione del PagoPA come unico strumento di pagamento.

Il segretario generale M. Paola Esposito ricorda che “Archiviato il periodo emergenziale e assimilate le nuove logiche di lavoro, l’Ente ha avviato un percorso di rinnovamento interno anche grazie alla linfa apportata dalle nuove risorse umane assunte nel corso del 2021. Gli strumenti digitali sono stati potenziati per consentire alle imprese di poter gestire da remoto le proprie richieste sia per rilasci di identificativi digitali che per vidimazione libri e formulari ma anche per i documenti validi per l’estero per i quali è stata avviata la stampa in azienda. Rimane centrale l’impegno dell’Ente ai tavoli istituzionali di lavoro per contribuire in rappresentanza del mondo economico alla crescita del sistema economico locale”.

Ultima modifica: Giovedì 12 Maggio 2022
Lunedì 14 Marzo 2022

Un anno di crescita per le esportazioni bergamasche

Il valore delle esportazioni di Bergamo nel trimestre totalizza 4.482 milioni di euro (+10,0% su base annua, contro variazioni del 13,6% in Lombardia e del 13,3% in Italia). Le importazioni sono state pari a 3.151 milioni (+41,8% tendenziale, contro +22,7% in Lombardia e +28,1% in Italia). Il saldo trimestrale della bilancia commerciale di Bergamo è positivo per 1.331 milioni, inferiore al saldo del trimestre corrispondente dell’anno scorso (1.815 milioni).

Per quanto riguarda le prestazioni dei settori trainanti dell’export provinciale, la situazione è la seguente: macchinari (1.059 milioni, -6,7%), prodotti chimici (742 milioni, +32,3%), metalli di base (561 milioni, +12,9%), gomma e materie plastiche (417 milioni, +16,5%), mezzi di trasporto (391 milioni, +6,9%), apparecchi elettrici (304 milioni, +17,5%), tessile e abbigliamento (281 milioni, +21,9%) e alimentari (250 milioni, +3,3%).

Per area geografica di destinazione nel trimestre in esame è positivo il tasso di variazione tendenziale verso l’area UE 27 post Brexit (+11,2%) e verso l’Eurozona (+11,6%). Per il resto tutte le variazioni sono positive tranne il Medio Oriente.

Rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente la variazione delle esportazioni verso i primi 10 paesi per interscambio commerciale con Bergamo sono quasi tutte positive: Germania (+17,1%), Francia (+5,6%), Stati Uniti (+30,3%), Spagna (+5,7%), Polonia (+10,9%), Svizzera (+13,8%), Paesi Bassi (+7,6%), Austria (+7,8%). Fanno eccezione la variazione negativa per la Cina (-6,2%) e la stabilità per il Regno Unito (+0,2%).

Nel complesso dell’anno le esportazioni bergamasche totalizzano 17.295 milioni di euro, ossia +19,2% rispetto al totale del 2020 e +6,0% rispetto al totale del 2019.

Commenta il presidente Carlo Mazzoleni “I numeri del quarto trimestre chiudono un anno molto positivo per le esportazioni bergamasche e italiane in generale, che hanno ampiamente recuperato la caduta del 2020 e hanno superato il livello dell’anno precedente lo scoppio della pandemia. Il peso della Russia sul totale dell’export bergamasco supera appena l’un per cento, ma lo scoppio della guerra sta già producendo i primi nefasti effetti a catena su tutti i mercati.

Ultima modifica: Lunedì 21 Marzo 2022