Quarto trimestre di crescita per l’export bergamasco. L’ultima variazione è la più intensa

Esportazioni in crescita per il Nord Ovest, ma a Bergamo e in Lombardia incrementi più sostenuti. Si percepiscono i primi rallentamenti verso gli Stati Uniti.

Nel secondo trimestre del 2025, l'economia di Bergamo mostra segnali di grande vitalità sotto il profilo dell’interscambio commerciale con l’estero, come evidenziano i dati pubblicati dall’Istat nella giornata odierna. Le esportazioni provinciali hanno raggiunto un valore record di 5.602 milioni di euro, un risultato impressionante che segna un aumento del 4,5% su base annua. Questo dato è particolarmente significativo, non solo perché eguaglia la performance della Lombardia, ma anche perché supera di gran lunga la crescita registrata a livello nazionale, che si è fermata all'1,1%.


Con la contemporanea contrazione delle importazioni, che sono scese a 3.392 milioni di euro in calo del 4,3% rispetto all'anno precedente, si è generato un saldo commerciale di 2.210 milioni di euro, un risultato notevolmente superiore ai 1.819 milioni del trimestre corrispondente del 2024. 


L'analisi dei settori trainanti dell'export provinciale rivela una performance solida, sebbene con differenze tra i vari comparti. I macchinari continuano a essere il fiore all'occhiello dell'economia locale, contribuendo con 1.284 milioni di euro, in crescita del 2,3%. Un'altra nota estremamente positiva arriva dal settore alimentare, che ha visto un'impennata del 10,7%. Anche i metalli di base (+2,1%) e i mezzi di trasporto (+2,6%) hanno mostrato una buona crescita. Di converso, altri settori hanno affrontato momenti meno favorevoli. Tra questi i prodotti chimici, la gomma e le materie plastiche, il tessile e l'abbigliamento, che hanno registrato flessioni da lievi a moderate a seconda dei casi.


Sul piano geografico, a fronte di una lieve flessione nell'area UE (-0,4%), si è assistito a un notevole incremento dell'export verso i Paesi non-UE, con un balzo in avanti dell'11,1%, principalmente attribuibile ai Paesi europei extra UE e al Medio Oriente. Le Americhe, sia settentrionale che centro-meridionale, hanno invece rappresentato un freno, con contributi negativi alla crescita complessiva.


Tra i primi dieci Paesi partner dell’economia bergamasca, oltre alla performance eccezionale della Svizzera, che ha registrato un'impennata del 102,3%, e della Cina, con una crescita del 17,5%, anche il Regno Unito (+9,0%), i Paesi Bassi (+5,7%) e la Germania (+2,5%) hanno contribuito positivamente al risultato positivo del trimestre.


Tuttavia, alcuni mercati tradizionalmente forti hanno mostrato un rallentamento, con decrementi negli scambi con la Francia (-3,1%), gli Stati Uniti (-2,5%), la Spagna (-3,8%), la Polonia (-5,1%) e l'Austria (-6,6%).
Questo rapporto, pubblicato dalla Camera di commercio di Bergamo, conferma la capacità di adattamento dell'economia locale di fronte a un quadro economico globale in continua evoluzione, suggerendo un futuro promettente per le imprese del territorio.


Commenta i risultati il presidente Giovanni Zambonelli: “Nel secondo trimestre le esportazioni dalla provincia di Bergamo mostrano una variazione tendenziale positiva, pari a quella regionale. Si tratta del quarto trimestre consecutivo di incrementi e quello di intensità maggiore. Il temuto rincaro dei dazi doganali con gli Stati Uniti ha creato nel primo trimestre dell’anno un effetto di anticipazione che si traduce, nel secondo trimestre, in un decremento dei valori. Si tratta ora di osservare sui flussi dei prossimi periodi gli effetti degli accordi raggiunti in agosto. Interessante il balzo delle esportazioni verso la Svizzera, in parte favorito dall’andamento del cambio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. 

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Giovedì 18 Giugno 2026