Produzione in miglioramento soprattutto per l'artigianato, ma gli imprenditori non sono ottimisti
Migliorano l’industria e l’artigianato rispetto al trimestre precedente, sul futuro grava però l’incertezza per l’evoluzione della domanda internazionale
Il secondo trimestre 2025 vede un generale rasserenamento degli indicatori congiunturali della manifattura bergamasca, dopo la situazione più difficile che aveva caratterizzato i primi tre mesi dell’anno: nell’industria la variazione della produzione industriale risulta ancora lievemente negativa su base annua (-0,2%), ma su base trimestrale il dato evidenzia un timido ritorno alla crescita (+0,3%); per l’artigianato l’incremento produttivo è invece consistente sia nel confronto annuo (+2,7%) sia in quello trimestrale (+0,6%). Il miglioramento era d’altronde stato anticipato dalle imprese, che nella scorsa rilevazione avevano evidenziato un recupero della fiducia e una dinamica positiva degli ordini. Tale ottimismo sembra venire meno nei dati più recenti, con le aspettative che tornano in area negativa per la maggior parte degli indicatori. A pesare è soprattutto l’incertezza sulla domanda estera (l’indagine è stata realizzata prima dell’accordo sui dazi raggiunto il 27 luglio tra UE e USA) che ha già avuto effetti negativi sugli investimenti internazionali, penalizzando alcuni comparti chiave della manifattura bergamasca.
Nel secondo trimestre 2025 le imprese dell’industria attive in provincia di Bergamo (con almeno 10 addetti) hanno dichiarato un lieve calo della produzione industriale rispetto ai livelli dell’anno precedente (-0,2%). Il dato segnala comunque un miglioramento rispetto alla caduta marcata del primo trimestre (-2%), come confermato anche dalla variazione congiunturale, ossia calcolata rispetto al trimestre precedente, che evidenzia un ritorno, per quanto modesto, alla crescita (+0,3% dopo il -0,4% dei primi tre mesi). Al netto delle oscillazioni trimestrali, l’andamento del numero indice della produzione, calcolato ponendo pari a 100 il livello medio del 2015, evidenzia una sostanziale stabilità nell’ultimo anno, seguita alla fase calante del biennio 2022-2023.
Le imprese dell’artigianato manifatturiero bergamasco (con almeno 3 addetti) confermano, rispetto a quelle industriali, un andamento più positivo della produzione, che nel secondo trimestre si rafforza archiviando una variazione su base annua pari al +2,7%. La successione delle variazioni su base trimestrale evidenzia un progressivo consolidamento registrato a partire dalla seconda metà del 2024, raggiungendo nel secondo trimestre 2025 un incremento congiunturale del +0,6%. Il numero indice raggiunge quota 122,6, in linea con i valori di inizio 2023.
Commenta i risultati il presidente Giovanni Zambonelli: “Nella variazione congiunturale positiva della produzione si intravede un spiraglio di ripresa per la manifattura bergamasca, più lenta nell’industria, più decisa nell’artigianato che mostra un incremento consistente. Gli imprenditori manifatturieri della provincia di Bergamo manifestano però una forte preoccupazione a fronte dell’ingombrante incertezza sulla domanda estera e si iniziano già a percepire i primi effetti negativi sugli investimenti internazionali. Tale situazione ha già comportato dei costi per le imprese industriali, penalizzate da un atteggiamento di maggiore prudenza”.
