Produzione industriale ferma a Bergamo nel 2025 (-0,2%), accelera quella artigiana (+3%)
I dati degli ultimi tre mesi del 2025 confermano la vivacità dell’artigianato e la debolezza dell’industria, migliorano però le aspettative sulla domanda internazionale
Nel quarto trimestre 2025 l’artigianato archivia un’ulteriore crescita significativa della produzione (+3,4% rispetto allo stesso periodo del 2024), mentre l’industria non riesce a consolidare i segnali positivi emersi nel terzo trimestre e si ferma a un modesto +0,4%. L’anno si chiude così in sostanziale stallo per le imprese industriali (-0,2%), comunque in miglioramento dopo due anni di recessione, e con un sorprendente +3% per la produzione artigiana. Il quadro congiunturale resta complicato e di non immediata lettura: se da un lato gli ordini tornano a mostrare una flessione, le aspettative evidenziano invece segnali di maggiore ottimismo, soprattutto quelle industriali sulla domanda estera. Per l’industria la possibilità di una ripresa nel 2026 passerà proprio dall’andamento della domanda proveniente dai mercati internazionali: sia da quelli europei, dove i piani di espansione fiscale di molti Paesi, e in particolare della Germania, potrebbero favorire le imprese manifatturiere orobiche; sia da quelli extra-UE, dove si concentrano i rischi legati alle barriere commerciali statunitensi e alla crescente concorrenza asiatica.
Le imprese dell’industria attive in provincia di Bergamo (con almeno 10 addetti) nel quarto trimestre 2025 hanno registrato un incremento della produzione del +0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in rallentamento dopo il +1,2% del terzo trimestre. La successione delle variazioni congiunturali, ossia calcolate rispetto al trimestre precedente, illustra in maniera più chiara l’andamento nel corso dell’anno: dopo il dato negativo dei primi tre mesi (-0,3%), i trimestri centrali dell’anno hanno mostrato un miglioramento (+0,4% nel secondo e +0,3% nel terzo), che si è però fermato nell’ultimo periodo (-0,1%). In media il 2025 archivia una variazione della produzione del -0,2%, in miglioramento dopo le perdite registrate nel 2023 (-0,9%) e nel 2024 (-1%). Nel 2025 in Lombardia la produzione industriale è cresciuta del +1,2%.
Le imprese dell’artigianato manifatturiero bergamasco (con almeno 3 addetti) nel quarto trimestre mettono a segno una variazione produttiva del +3,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, dopo il +5,8% registrato nel terzo. La serie delle variazioni congiunturali mette in evidenza come la fase di crescita sia iniziata già alla fine del 2024, per poi proseguire per tutto il 2025, raggiungendo la massima intensità nel secondo e terzo trimestre (rispettivamente +1,2% e +1,3%); nel quarto trimestre l’incremento si riduce (+0,7%), pur restando significativo. Il 2025 si chiude così con una crescita media pari al +3%, permettendo al numero indice di recuperare completamente la caduta del 2024 ( 0,7%) e di portarsi su un nuovo punto di massimo. Il confronto con il risultato medio delle imprese artigiane in Lombardia (+1% la produzione regionale nel 2025) sottolinea la buona performance dell’artigianato manifatturiero a Bergamo.
Commenta Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di commercio: “I dati del 2025 fotografano un sistema manifatturiero dove alla fase di stallo dell’industria, ancora ostaggio delle difficoltà della meccanica e delle incertezze sui dazi, si contrappone la tenuta di un artigianato capace di muoversi con maggiore flessibilità. Sebbene il comparto artigiano abbia trainato la produzione, il peggioramento delle aspettative e la frenata degli ordini nell'ultimo trimestre impongono prudenza. La scommessa per il 2026 sarà verificare se il timido ottimismo verso la domanda estera saprà trasformarsi in una ripresa concreta per l’intera filiera”.
Commenta Maria Dionisia Gualini, componente della Giunta camerale in rappresentanza dell’industria: “Il 2025 archivia una variazione della produzione industriale in miglioramento dopo le perdite registrate nei due anni precedenti, ma manca ancora un solido sentiero di ripresa e si vedono maggiori difficoltà rispetto alla Lombardia. La dinamica dell’industria orobica, fortemente internazionalizzata, ha probabilmente risentito della serie di altalenanti annunci statunitensi sui dazi. Gli operatori hanno tentato di evitarne gli effetti anticipando gli ordini e gli effetti di queste manovre sono visibili nella parte centrale dell’anno”.
Dichiara Lorenzo Pinetti, componente di Giunta per il settore dell’artigianato: “Il 2025 si chiude con un notevole aumento della produzione artigiana rispetto a un difficile 2024. In un anno caratterizzato da forti tensioni internazionali, l’artigianato bergamasco è risultato probabilmente meno esposto ai fattori di crisi, vista la scarsa quota di fatturato estero e la possibilità di operare in nicchie di mercato maggiormente protette e ad alta specializzazione. Un caso esemplificativo è rappresentato dal tessile-abbigliamento, settore in crisi nell’industria che ha invece ottenuto risultati positivi nell’artigianato”.
