PEC: migliaia di imprese bergamasche ogni anno risultano irregolari

È quanto emerge dai controlli della Camera di commercio. Scadenza al 22 ottobre 2025 per comunicare un indirizzo PEC attivo ed evitare le sanzioni

L’obbligo del domicilio digitale, ovvero della PEC (Posta elettronica certificata) aziendale, è un tema ricorrente che interessa migliaia di imprese. Dall’analisi dei controlli condotti a partire dal 2023 da parte della Camera di commercio di Bergamo risulta che, in media, ogni anno sono migliaia le imprese non in regola. Si tratta, nell’ultimo triennio, di circa 8.000 posizioni, tutte potenzialmente soggette a sanzioni con importi che in alcuni casi possono superare i 2.000 euro.

Dal 2009 la PEC è lo strumento di comunicazione ufficiale fra imprese e pubblica amministrazione, resa obbligatoria per le società dalla L. 2/2009 e per le imprese individuali dal D.L. 179/2012. Oggi rappresenta a tutti gli effetti il domicilio digitale dell’impresa, l’indirizzo esclusivo attraverso cui pubblica amministrazione e autorità giudiziaria inviano comunicazioni aventi pieno valore legale.

La Camera di commercio provvede almeno una volta all’anno a verificare che le imprese siano dotate di una PEC valida. Può infatti succedere che l’indirizzo di posta certificata non sia stato rinnovato alla scadenza e che quindi non risulti più valido. In questi casi la procedura prevede che la Camera di commercio pubblichi sul sito web camerale la lista delle imprese irregolari: da questa data decorrono i 30 giorni entro i quali l’impresa può regolarizzarsi seguendo le istruzioni dettagliate presenti sulla pagina web dedicata.  
Dall’ultimo controllo condotto quest’anno sono state individuate diverse centinaia di imprese che hanno tempo fino al 22 ottobre prossimo per comunicare una PEC valida.

Nel caso che l’impresa senza domicilio non si regolarizzi, la Camera di commercio è tenuta ad assegnare d’ufficio il domicilio digitale, applicando tuttavia sanzioni a queste imprese inadempienti. “Quando viene attribuito d’ufficio un domicilio digitale,” – ricorda il conservatore del Registro delle imprese, Andrea Vendramin – “da quel momento tutte le pubbliche amministrazioni lo utilizzeranno come unico canale ufficiale di comunicazione con l’impresa”. Se il domicilio digitale non è scelto e gestito direttamente dall’imprenditore o dall'amministratore, può dunque diventare un punto critico: notifiche di sanzioni, risposte a istanze e altre comunicazioni – positive o negative – arrivano comunque e non se ne può disconoscere il contenuto. Per questo è fondamentale che l’impresa acceda regolarmente alla propria casella e mantenga il pieno controllo di questo strumento.

Questa  tematica si è intrecciata peraltro con un’altra, creando recentemente non poco scompiglio: la PEC personale dell’amministratore. Nello scorso mese di giugno si sono diffuse notizie riguardo la presunta scadenza relativa all’obbligo per gli amministratori di società di comunicare un proprio indirizzo PEC personale al Registro delle imprese. L’unico obbligo attuale, come già ribadito, è che l’impresa disponga di una PEC aziendale valida e attiva, comunicata al Registro delle imprese.
“L’obiettivo della Camera di commercio” – sottolinea il segretario generale Maria Paola Esposito – “è quello di sensibilizzare gli imprenditori in modo da evitargli spese inutili e rafforzare la loro consapevolezza nei confronti della loro posizione amministrativa e degli strumenti digitali che servono per gestirla. A questo proposito le Camere di commercio puntano verso la cultura del monitoraggio diretto della propria impresa anche grazie al costante e prezioso supporto degli intermediari”.

Strumenti all’avanguardia oggi consentono infatti agli imprenditori di gestire in autonomia la propria posizione. Un esempio è Impresa Italia, il portale online che consente di accedere ai documenti e alle informazioni della propria impresa, molto utilizzato dagli intermediari, ma ancora poco consultato direttamente dagli imprenditori. Esiste anche in versione App gratuita Impresa Italia, che ogni imprenditore dovrebbe utilizzare per rendere immediato il monitoraggio e la gestione di  tutte le informazioni riguardanti la propria impresa. Per accedere all’App basta disporre di un’identità digitale, che ormai la maggior parte dei cittadini ha attivato tramite lo Spid, la CNS o la CIE. In ogni caso la Camera di commercio mette a disposizione gratuitamente per  gli imprenditori il rilascio dell’identità digitale con cui accedere in sicurezza a tutti i servizi della pubblica amministrazione.

Dichiara il presidente della Camera di commercio di Bergamo, Giovanni Zambonelli: “La trasformazione digitale ha tracciato ormai la strada principale attraverso cui la pubblica amministrazione dialoga con cittadini e imprese. Come abbiamo riscontrato redigendo il Bilancio di sostenibilità della Camera di commercio, l’utilizzo degli strumenti digitali genera valore per tutti, creando efficienza, semplificazione e risparmio. È quindi fondamentale che le imprese usino con consapevolezza strumenti come la PEC, la firma digitale e l’App gratuita Impresa Italia, per essere al passo con i tempi”.

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Martedì 30 Settembre 2025