Non rallenta il terziario a Bergamo nel secondo trimestre: ancora in crescita servizi (+3,4%) e commercio (+2%)

I timori emersi a seguito della crisi iraniana non frenano i risultati delle imprese orobiche, soprattutto nei servizi, dove migliorano le aspettative; maggiore preoccupazione nel commercio

Nel secondo trimestre del 2026 il settore terziario bergamasco continua a evidenziare un quadro positivo: i servizi
consolidano il percorso di crescita del fatturato, con un incremento del +3,4% su base annua, mentre il commercio
al dettaglio mantiene un segno positivo (+2%) pur mostrando una dinamica lievemente meno vivace rispetto ai primi mesi dell' anno. Restano le tensioni sui prezzi, con listini che confermano una elevata velocità di marcia, alimentando il pessimismo degli imprenditori del commercio; migliorano invece le aspettative nei servizi.

Le imprese dei servizi con almeno 3 addetti confermano il buon andamento dell'attività economica: la variazione su base annua del fatturato raggiunge il +3,4%, consolidando la crescita registrata negli ultimi trimestri. La percentuale di imprese che ha dichiarato una variazione positiva è pari al 54% del campione intervistato, il valore più elevato dell’ultimo anno e mezzo, mentre solo il 22% ha sperimentato un calo di fatturato. La successione delle variazioni congiunturali, ossia calcolate rispetto al trimestre precedente, mostra come l’intensità della crescita risulti sostanzialmente costante negli ultimi 4 trimestri (+0,7%, +0,9%, +0,8%, +0,8%), consentendo al numero indice di raggiungere quota 138,9 (2015=100).

Nonostante i risultati ancora positivi, il quadro del settore appare caratterizzato da numerose incertezze, che si riflettono in un clima di fiducia degli imprenditori tuttora orientato al pessimismo: il saldo tra previsioni di crescita e diminuzione del fatturato si conferma negativo (-9 punti), così come le aspettative sugli ordini ai fornitori (-20 punti).  Il settore appare particolarmente esposto al clima di incertezza che domina la scena internazionale e che potrebbe avere conseguenze concrete sui consumi delle famiglie: finora l’inflazione innescata dal conflitto iraniano si è concentrata sui prodotti energetici e in particolare sui carburanti, ma se la situazione non dovesse risolversi in maniera stabile i rincari potrebbero allargarsi a cascata su tutti prodotti, con il rischio di indurre comportamenti precauzionali nei consumatori.

Dichiara il presidente della Camera di commercio, Giovanni Zambonelli: "Nel secondo trimestre la crescita costante e diffusa dei servizi prevale sul commercio, che prosegue il suo cammino con la necessaria prudenza, mantenendo un atteggiamento vigile di fronte alle incertezze relative allo scenario internazionale e all'evoluzione dei prezzi. I segnali di allarme emersi nella rilevazione precedente, che avevano visto un peggioramento del clima di fiducia a seguito della crisi iraniana e della conseguente crescita dell’inflazione, non hanno al momento trovato riscontro nei dati a consuntivo; tuttavia la situazione internazionale ancora instabile rischia di penalizzare la fiducia delle famiglie nella seconda parte dell’anno e di conseguenza i consumi".