Nel secondo trimestre la manifattura a Bergamo spinge ancora: la produzione continua a crescere, ma le aspettative svoltano in negativo

Giovedì 28 Luglio 2022

Nel secondo trimestre la manifattura a Bergamo spinge ancora: la produzione continua a crescere, ma le aspettative svoltano in negativo

L’industria conferma la velocità di crescita (+1,7%) e l’artigianato riprende (+1,3%) dopo la battuta d’arresto del primo trimestre, risalgono le scorte.

Il secondo trimestre 2022 vede il proseguimento della fase di crescita della produzione che ha interessato il settore manifatturiero bergamasco negli ultimi due anni: la variazione tendenziale risulta pari al +6,4% per le imprese industriali con almeno 10 addetti e al +6,8% per quelle artigiane con almeno 3 addetti. Si tratta di incrementi significativi, benché in fase di progressiva riduzione nel corso dell’ultimo anno. Le variazioni congiunturali non registrano però segnali di rallentamento: la crescita rispetto al primo trimestre è pari al +1,7% per l’industria, una velocità in linea con quella evidenziata nei nove mesi precedenti, e al +1,3% per l’artigianato, in ripresa dopo la battuta d’arresto registrata a inizio anno. I livelli produttivi si confermano sui valori massimi degli ultimi anni, ma il clima di fiducia degli imprenditori è in peggioramento, con attese che svoltano in negativo per la maggior parte delle variabili.

L’industria bergamasca nel secondo trimestre del 2022 mostra un incremento congiunturale pari al +1,7%, dopo il +1,4% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Al di là delle oscillazioni trimestrali, la fase di crescita della produzione provinciale continua ormai da due anni: la velocità è stata maggiore nella seconda parte del 2020 e nella prima metà del 2021, quando sono state recuperate le perdite dovute alla pandemia, per poi rallentare nell’ultimo anno, anche se il ritmo di crescita si è sempre mantenuto superiore all’1%. Il risultato provinciale nel trimestre è allineato alla media lombarda, dove si sono registrate variazioni simili sia nel confronto tendenziale (+7,4%) sia in quello congiunturale (+1,6%).

L’industria bergamasca continua ad essere trainata dalla meccanica, che ne rappresenta il settore più rilevante dal punto di vista dimensionale, oltre ad essere caratterizzato da un tasso di utilizzo degli impianti superiore all’80% (a fronte di una media del 78%). Altri settori caratterizzati da un elevato utilizzo della capacità produttiva sono gomma-plastica, carta-stampa e mezzi di trasporto.

La produzione manifatturiera dell’artigianato in provincia di Bergamo evidenzia una variazione congiunturale del +1,3%, tornando in territorio positivo dopo la battuta d’arresto del primo trimestre. Anche le imprese artigiane si riportano quindi su un sentiero di crescita, sebbene con una performance che risulta inferiore a quella che aveva caratterizzato la seconda metà del 2020 e il 2021, e meno brillante rispetto alla Lombardia, dove la variazione tendenziale ha raggiunto il +8,7% e l’incremento congiunturale il +2,3%.

Il fatturato, che nel primo trimestre aveva rallentato ma senza fermarsi, torna ad accelerare con un +2,2% congiunturale, beneficiando ancora della dinamica dei listini dei prodotti finiti, che rimane molto sostenuta (+9,1% congiunturale). I prezzi delle materie prime confermano però una velocità di crescita superiore, che in questo trimestre si attesta al +14,9%, in lieve raffreddamento rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Anche nell’artigianato si verifica una risalita dei livelli delle scorte, sebbene le valutazioni rimangano ancora caratterizzate da una prevalenza di indicazioni di scarsità, con un saldo che per i prodotti finiti passa da -12,9 a -7,6 e per le materie prime da -16,3 a -13,4.

L’occupazione delle imprese artigiane evidenzia il terzo incremento consecutivo, con un saldo pari al +0,4% tra il numero di addetti a inizio e fine trimestre. Sembra quindi delinearsi una lieve tendenza positiva del 2022, dopo la sostanziale stabilità verificatasi nel biennio precedente. Il ricorso alla Cassa Integrazione, che durante l’emergenza sanitaria era cresciuto esponenzialmente, anche per l’allargamento dei criteri di accesso e l’incremento delle risorse messe a disposizione, si conferma tornato ai livelli pre-Covid: solo l’1,7% delle imprese del campione ha dichiarato di averne usufruito.

Le aspettative degli imprenditori artigiani si orientano ulteriormente al ribasso, dopo il peggioramento che aveva già contraddistinto gli ultimi trimestri: il saldo tra previsioni di crescita e diminuzione scende al -8 per la produzione e al -17 per la domanda interna, mentre risulta nullo per la domanda estera, che è però poco rilevante per la maggior parte delle imprese artigiane. Sull’occupazione le aspettative rimangono leggermente positive (+3).

Commenta il presidente Carlo Mazzoleni: “I risultati del secondo trimestre confermano la tenuta della manifattura bergamasca. La produzione industriale infatti prosegue la crescita registrata da due anni a questa parte, raggiungendo nuovi massimi nella serie storica. A destare preoccupazione sono però le dinamiche: il rincaro delle materie prime, la carenza della componentistica e i prezzi del gas e dell’energia, ai quali ora si aggiunge la preoccupazione per una fase di instabilità innescata dalla crisi di governo. Le aspettative delle imprese per il prossimo trimestre sono in deciso calo. Sull’artigianato pesano le stesse ombre anche se la crescita della produzione rispetto al primo trimestre offre segnali positivi.

Ultima modifica: Giovedì 28 Luglio 2022