Imprese, nel primo trimestre 2026 lieve contrazione complessiva. Cresce l’area montana
In zona collinare il tasso di variazione più negativo. L’artigianato intensifica il trend di decrescita iniziato nel 2023
Il bilancio della provincia di Bergamo
Nel primo trimestre del 2026, nella provincia di Bergamo sono nate 1.829 nuove imprese, mentre 1.888 hanno cessato la propria attività. Il tasso di crescita complessivo si attesta a -0,07%. Il periodo corrispondente dell’anno precedente chiudeva con un saldo negativo di 311 unità determinato dalle chiusure d’ufficio, dato che il saldo naturale era positivo di 13 unità. Nel primo trimestre 2026, invece, non sono intervenute cessazioni d’ufficio, pertanto il saldo naturale torna in negativo con 59 posizioni perse. Al 31 marzo 2026, la consistenza delle imprese registrate ammonta a 90.709, contro le 82.869 attive. Bergamo si colloca al di sotto sia del tasso di crescita medio regionale (+0,08%) sia di quello nazionale (+0,01%).
Geografia dell’impresa: l’area montana è l’unica positiva
L’unico saldo positivo è quello dell’area montana, che chiude con +13 imprese e un tasso di crescita del +0,10%, raggiungendo un totale di 12.942 unità registrate. La collina, al contrario, evidenzia il tasso più negativo (-0,25%) con un saldo di -48 posizioni. Le altre due aree sono solo lievemente negative: quella urbana con un tasso di crescita pari a -0,03% e un saldo di -10 e la pianura con un tasso di crescita del -0,05% e un saldo di -14.
La migliore performance tra i comuni si registra ad Albino, con un saldo attivo di 11 imprese e una variazione positiva dello 0,83%. Segue Seriate con un saldo di 10 unità, mentre gli 89 restanti comuni con saldo positivo concludono il trimestre con incrementi inferiori alle 10 unità. I comuni con saldo nullo sono 44, mentre 109 presentano una performance negativa, guidati dalla città di Bergamo (-11) e da Grassobbio (-10).
Le forme giuridiche: le società di capitali fanno da traino
Per quanto riguarda le forme giuridiche, si confermano i trend decennali. La crescita nel trimestre è sostenuta dalle società di capitali, che registrano un saldo positivo di 89 unità, risultato di 509 nuove iscrizioni a fronte di 420 cessazioni, con un tasso di crescita complessivo dello 0,28%. Le imprese individuali mantengono il primato numerico, con uno stock di 43.245 unità, ma segnano un saldo negativo di -69 posizioni, pari a un tasso di crescita del -0,35%. Le società di persone registrano una contrazione di -86 unità, mentre le altre forme giuridiche, costituite principalmente da cooperative e meno rilevanti in termini numerici, chiudono il trimestre con un saldo positivo di 7 imprese e un tasso di crescita del +0,05%.
I settori: le maggiori variazioni positive per le attività professionali, scientifiche e tecniche
Le variazioni più significative rispetto alla fine del trimestre precedente, i cui dati erano classificati ancora secondo il sistema Ateco 2007, si registrano nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+125), nelle attività finanziarie e assicurative (+59), nelle attività immobiliari (+26) e nei servizi amministrativi e di supporto (+23). Le diminuzioni più rilevanti interessano invece il commercio (-177), le attività manifatturiere (-63), le costruzioni (-47) e l’agricoltura, silvicoltura e pesca (-45).
Artigianato: bilancio
Focalizzandosi sul comparto dell’artigianato, nel primo trimestre del 2026 sono nate 697 nuove imprese, a fronte di 810 cessazioni (tutte non d’ufficio), determinando un saldo complessivo di -113 unità. Il saldo negativo tra le iscrizioni e le cessazioni naturali nel primo trimestre è andato aumentando dal 2023. Al 31 marzo 2026, il totale delle imprese registrate è di 28.313, di cui 28.268 attive.
Artigianato: le forme giuridiche
Nel comparto artigiano, le società di capitali registrano un saldo positivo di 12 unità, dato dalla differenza tra 95 nuove iscrizioni e 83 cessazioni. Le imprese individuali, con uno stock di 21.028, chiudono il trimestre con un saldo negativo di -131, pari a un tasso di crescita complessivo del -0,62%. Anche le società di persone evidenziano un andamento in calo, con un saldo negativo di -21 e un tasso di crescita complessivo del -0,52%.
Artigianato: i settori
Le principali variazioni positive rispetto alla fine del trimestre precedente si osservano nelle attività amministrative e di servizi di supporto (+15) e nelle telecomunicazioni (+6). Le diminuzioni più consistenti riguardano le costruzioni (-57), le attività manifatturiere (-39), il trasporto e magazzinaggio (-17) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (-17).
Dichiara il presidente della Camera di commercio, Giovanni Zambonelli: “La differenza tra iscrizioni e cessazioni avvenute nel primo trimestre ci restituisce un saldo negativo, che si confronta a un saldo naturale positivo nel primo trimestre dell’anno scorso. L'area montana si distingue come l'unica a registrare una crescita, un dato estremamente incoraggiante. Sul fronte settoriale, la dinamicità è trainata dalle attività professionali, scientifiche e finanziarie, che controbilanciano le flessioni nel commercio e nel manifatturiero. Anche se l'artigianato registra una contrazione generale, si osservano promettenti segnali di tenuta in specifici settori di servizio”.
