La geopolitica raccontata da Limes: webinar sulle conseguenze economiche delle guerre mediorientali
Un incontro promosso dalla Camera di commercio di Bergamo con la rivista italiana di geopolitica per analizzare gli effetti delle crisi mediorientali sull'economia globale e sugli equilibri internazionali.
La Camera di commercio di Bergamo, in collaborazione con Limes – Rivista italiana di geopolitica, promuove un incontro di approfondimento dedicato agli effetti delle recenti crisi mediorientali sugli equilibri economici e geopolitici internazionali.
L'incontro, dal titolo "Il mondo ingolfato. Le conseguenze geoeconomiche delle guerre mediorientali", analizzerà come il mutamento degli equilibri in Medio Oriente stia ridisegnando gli assetti energetici, le rotte commerciali e le dinamiche geopolitiche globali. Particolare attenzione sarà dedicata alle ricadute per il bacino del Mediterraneo, ai rapporti tra Stati Uniti e Cina e agli effetti sul sistema economico europeo e sulle imprese.
Il recente conflitto tra Stati Uniti e Iran nella prima metà del 2026 ha impresso una nuova alterazione strutturale agli equilibri mondiali. Le restrizioni ai transiti nello Stretto di Hormuz hanno ridotto l'offerta globale di greggio e GNL, innescando un immediato rincaro delle materie prime energetiche.
Sebbene la diversificazione dell'offerta e l'uso delle scorte abbiano evitato gli scenari più catastrofici e favorito un successivo rientro parziale dei prezzi, lo shock ha ridefinito la mappa delle risorse e accelerato la riconfigurazione delle catene del valore in base alla sicurezza nazionale.
Ci sono conseguenze per il Bacino Mediterraneo e per l'Asse USA-Cina.
Nel primo ambito, l’Europa e l'area mediterranea risentono pesantemente della propria dipendenza energetica. Con una crescita continentale che rallenta e l'Unione Europea che rimane ai margini della rivoluzione tecnologica globale, si delineano andamenti divergenti nei vari paesi dell’Unione.
Per quanto riguarda il rapporto tra Stati Uniti e Cina, il duopolio si gioca sul terreno della leadership tecnologica e delle barriere doganali. Se da un lato l'economia americana resiste ai dazi grazie a un boom eccezionale di investimenti privati nell'Intelligenza Artificiale, dall'altro la Cina risponde consolidando il primato globale nell'export di tecnologia e green tech grazie a forti sussidi pubblici.
Il risultato è un paradosso: nonostante i tentativi di sganciamento di Washington, le catene di fornitura asiatiche restano indispensabili per la transizione digitale statunitense.
Relatore dell'iniziativa sarà Fabrizio Maronta, Responsabile redazione e relazioni internazionali di Limes. Già docente di Geografia politica ed economica all'Università Roma Tre, insegna Storia delle relazioni internazionali alla Scuola Sottufficiali dell'Esercito per conto dell'Università della Tuscia.
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. Clicca qui
