Finanza d’impresa a Bergamo: nel 2026 peggiorano le valutazioni sul costo del credito, ma il sistema resta solido

Finanza d’impresa a Bergamo: nel 2026 peggiorano le valutazioni sul costo del credito, ma il sistema resta solido

Cresce la quota di imprese più indebitate, senza segnali di tensione sulla solvibilità. L’industria finanzia soprattutto gli investimenti, negli altri settori prevalgono le esigenze di liquidità

Il tessuto imprenditoriale bergamasco mantiene una buona tenuta complessiva, ma evidenzia segnali di frammentazione. È quanto emerge dal focus sulla finanza d’impresa realizzato dalla Camera di commercio di Bergamo su dati Unioncamere Lombardia. 

Nonostante l'aumento delle imprese con un rapporto tra debiti e mezzi propri superiore a 2 e le valutazioni negative sul costo del credito (con un divario tra indicazioni di peggioramento e miglioramento che supera i 30 punti nel manifatturiero), circa l’80% delle aziende si dichiara poco o per nulla preoccupato per la propria solvibilità. 

L’indagine mette in luce una marcata spaccatura tra i comparti. Per l’industria, il 52% delle imprese accede al credito per sostenere investimenti produttivi e digitali, oltre a interventi di efficientamento energetico (19%) e il credito bancario è lo strumento principale di gestione finanziaria (39%). Per commercio, artigianato e servizi, prevalgono i fabbisogni di cassa e liquidità (indicati dal 49% del dettaglio e dal 42% dell'artigianato).  L’artigianato registra la quota più alta di pagamenti nei tempi concordati (75%), ma è il settore più condizionato dalla disponibilità di liquidità, con impatti sulla revisione degli investimenti e sul personale. Il commercio al dettaglio mostra i segnali più delicati, con la quota di aziende fortemente preoccupate per la restituzione del debito in salita dal 17% al 22%.

Commenta il presidente della Camera di commercio Giovanni Zambonelli: “I dati sulle condizioni finanziarie del territorio bergamasco confermano la tenuta di un sistema economico solido, chiamato tuttavia ad affrontare una fase caratterizzata da incertezza e dal rincaro dei costi di accesso al credito. Nonostante l'aumento dell'esposizione finanziaria e un atteggiamento più prudente da parte degli istituti bancari, la maggior parte delle nostre imprese conserva una forte fiducia nella propria capacità di solvibilità. Questo equilibrio è garantito da una gestione attenta delle risorse, da buone scorte di liquidità e da bilanci che continuano a mostrare stabilità. La sfida principale resta ora quella di gestire con attenzione la liquidità e i flussi finanziari, affinché la prudenza del momento non finisca per frenare la visione di futuro e si possa continuare a sostenere la crescita e la competitività dell'intero territorio.”

Il commento dei dati, le tabelle comparative e i grafici di approfondimento sono consultabili nella versione integrale del comunicato.