Il bilancio trimestrale per l’export bergamasco supera di poco la linea del positivo

La Lombardia e l’Italia hanno registrato aumenti più ampi della provincia di Bergamo. 
Le esportazioni verso la Cina sono cresciute fortemente. 
Bene alimentari e mezzi di trasporto.

I dati appena pubblicati dall’Istat e riferiti all’interscambio commerciale con l’estero nel terzo trimestre del 2025 segnalano un aumento delle esportazioni bergamasche dello 0,6% su base annua. Nello stesso trimestre la Lombardia ha registrato una crescita del 3,4%, mentre l’Italia il 6,6%. Tali dati contengono una revisione anche dei dati territoriali per i primi due trimestri dell’anno. 

Le esportazioni provinciali hanno raggiunto nel periodo considerato un valore di 4.928 milioni di euro, mentre le importazioni sono rimaste pressoché invariate e, con una variazione del +0,3%, si attestano a quota 3.263 milioni di euro. Ciò genera un saldo commerciale di 1.665 milioni di euro, risultato leggermente superiore ai 1.646 milioni del trimestre corrispondente del 2024. 

Se si analizzano i settori trainanti dell'export provinciale, gli alimentari, con un totale trimestrale di 392 milioni esportati, sono quelli con la variazione positiva di maggiore ampiezza (+17,8%). Notevole anche l’incremento del 12,1% registrato dai mezzi di trasporto, che totalizzano 511 milioni di esportazioni. 

A parte la variazione positiva dei macchinari (+1,1% per 1.196 milioni di euro), i restanti cinque pilastri delle esportazioni bergamasche sono in negativo. Si va dal -8,8% dei prodotti chimici (691 milioni), al  4,8% degli apparecchi elettrici (345 milioni), al -3,5% del tessile e abbigliamento (224), fino al  1,1% di gomma e materie plastiche (427) e al -0,5% dei metalli di base (661).

Sul piano geografico, l'area UE ha visto un buon incremento del +2,3%, attribuibile soprattutto all’area Euro, ma i restanti Paesi del mondo sono diminuiti del -1,6% per effetto soprattutto del calo riscontratosi nelle esportazioni verso i Paesi dell’America centro-meridionale e settentrionale, dell’Africa settentrionale e verso i Paesi europei non UE. A controbilanciare questi decrementi giungono i contributi positivi dall’Asia orientale e centrale, ma non in misura tale da sterilizzarli.

Tra i primi dieci Paesi partner dell’economia bergamasca, la Cina mostra un incremento eccezionale del 27,8%, mentre altre variazioni positive sono per la Spagna (+6,8%), Francia (+3,5) e Germania (+1,5%). In rosso si trovano Svizzera (-7,1%), Austria (-4,7%), Paesi Bassi (-3,5%), Polonia ( 2,0%) e Stati Uniti (-0,9%).

Commenta i risultati il presidente Giovanni Zambonelli: “È il quinto trimestre con variazione positiva, ma le cifre del commercio con l’estero bergamasco questa volta non brillano, soprattutto nel confronto con i risultati della Lombardia e dell’Italia. Solo tre dei settori trainanti delle nostre esportazioni hanno registrato incrementi sull’anno scorso, mentre per parlare dei mercati di sbocco soffre l’area extra UE. Per gli Stati Uniti è difficile prevedere come evolverà l’interscambio dopo l’introduzione dei dazi e l’anomalo ciclo di scorte che si è formato per anticiparne l’entrata in vigore. Nell’Unione europea, se la Germania non cresce ancora, la sua politica fiscale espansiva e gli investimenti nella difesa potranno rappresentare opportunità anche per l’industria italiana con ricadute nel settore metalmeccanico ed effetti significativi per il nostro territorio”.

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Giovedì 18 Giugno 2026