Brexit

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La rete LombardiaPoint a sostegno delle imprese che devono fare i conti con l'uscita del Regno Unito dall'UE.

Nuova proroga sino al massimo al 31 ottobre 2019

12/4/2019 - Il Consiglio Europeo straordinario, con la decisione dell’11 aprile u.s. (pdf), ha acconsentito alla richiesta del Regno Unito di un’ulteriore proroga all’applicazione dell’art. 50 del Trattato dell’Unione Europea, per consentire la ratifica dell'accordo di recesso. Tale proroga dovrebbe durare solo il tempo necessario e, in ogni caso, non oltre il 31 ottobre 2019 (cosiddetta flextension).

Nel caso in cui l'accordo di recesso venga ratificato da entrambe le parti prima di tale data, il recesso avverrà il primo giorno del mese successivo. La proroga non dovrà in ogni caso minare il regolare funzionamento delle Istituzioni dell'UE, per cui se il Regno Unito il 22 maggio non avrà ratificato l'accordo di recesso, dovrà organizzare le elezioni per il Parlamento europeo sulla base del diritto dell'Unione. Nel caso in cui il Regno Unito non rispetti tale obbligo, il recesso avrà luogo il 1° giugno 2019.

L'accordo di recesso non potrà essere in ogni caso rinegoziato; tuttavia, qualora la posizione del Regno Unito dovesse cambiare, il Consiglio europeo è pronto a riconsiderare la dichiarazione politica nel quadro delle future relazioni. Per tutto il periodo di proroga il Regno Unito rimane Stato membro dell'UE con pieni diritti ed obbligazioni e può revocare la notifica del recesso in qualsiasi momento.


Brexit, l'incertezza continua

5/4/2019 - A seguito della richiesta del Primo Ministro Theresa May, giovedì 21 marzo il Consiglio Europeo aveva  concordato di prorogare la data dell'uscita del Regno Unito al 22 maggio 2019, a condizione che l'accordo di recesso fosse approvato dalla Camera dei Comuni entro il 29 marzo. Non essendo ciò avvenuto, il Consiglio Europeo ha accettato una proroga fino al 12 aprile.

I membri del parlamento britannico, nella notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 aprile hanno deciso, per un solo voto, di richiedere all’UE la concessione di un ennesimo rinvio qualora non si trovasse un accordo interno prima della riunione del Consiglio Europeo straordinario del 10 aprile e, di conseguenza, si prospettasse concretamente l’incubo del no deal.

L’Unione Europea, che è rimasta unita durante i preparativi, continua a sperare che questo scenario non si verifichi. In attesa che prima di tale data il Regno Unito indichi la via che intende seguire, proseguono i preparativi per questo scenario. Dal dicembre 2017 ad oggi, infatti, la Commissione Europe ha pubblicato 90 avvisi sui preparativi e 3 comunicazioni e ha presentato 19 proposte legislative sia su questioni generali (i preparativi e le misure di emergenza), sia su specifiche questioni settoriali, giuridiche e amministrative. Anche gli Stati membri sono impegnati in intensi preparativi a livello nazionale. Potete consultare le pagine Residence rights of UK nationals in the EU Member States per conoscere una panoramica dei diritti di soggiorno negli Stati membri dell'UE a 27, e National Brexit information in Member States dove sono elencati i siti nazionali dedicati ai preparativi.

In caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un Paese terzo senza regime transitorio, né regime preferenziale. Da quel momento tutto il diritto primario e derivato dell'UE cesserà di applicarsi al Regno Unito, il che ovviamente causerà notevoli disagi ai cittadini e alle imprese. In questo scenario, le relazioni del Regno Unito con l'UE saranno disciplinate dal diritto pubblico internazionale generale, che comprende le norme dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. L'UE sarà tenuta ad applicare immediatamente la propria normativa e le proprie tariffe alle frontiere con il Regno Unito, inclusi i controlli e le verifiche del rispetto delle norme doganali, sanitarie e fitosanitarie e la verifica di conformità alle norme dell'UE. Nonostante i notevoli preparativi delle autorità doganali degli Stati membri, i controlli potrebbero causare importanti ritardi alla frontiera.

Inoltre, i soggetti del Regno Unito non potranno più essere ammessi a beneficiare delle sovvenzioni dell'UE e a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti dell'UE secondo le attuali modalità. Analogamente, i cittadini britannici non saranno più cittadini dell'Unione europea e saranno sottoposti a controlli supplementari quando attraversano le frontiere nell'UE. Anche in questo ambito gli Stati membri hanno effettuato importanti preparativi nei porti e negli aeroporti per garantire la maggiore efficienza possibile dei controlli, ma potranno comunque verificarsi dei ritardi.

La rete camerale degli sportelli LombardiaPoint, mette a disposizione i propri qualificati esperti e consulenti per rispondere ai dubbi, dando supporto per meglio affrontare tali importanti cambiamenti. Per ricevere rapidamente la risposta a un quesito, è sufficiente registrarsi o accedere a LombardiaPoint, cliccare su "L'esperto risponde", selezionare la voce “Dogane e intrastat” e poi sulla scheda “Assistenza Dogane e Intrastat (UCL)”, cliccare su “Invia la tua richiesta” e inserire nel riquadro specifico il proprio quesito. Il servizio, finanziato dalle Camere di commercio lombarde, è riservato alle imprese lombarde ed è gratuito. Sportello LombardiaPoint di Bergamo: lombardiapoint.bergamo@bg.camcom.it.

In attesa che la situazione si definisca, la Commissione Europea ha fornito un elenco di consigli e raccomandazioni pratiche, una "Brexit Checklist for traders" e una "Brexit Customs guide for businesses". Anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha predisposto la pagina web Info Brexit e l'ufficio delle Dogane di Bergamo ha organizzato per il 18 marzo un "Brexit ExportDay" (volantino in formato pdf).